ENRICO MANIA è nato l’8 ottobre 1924. Si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università di Perugia.
Ancora giovanissimo ha cominciato a collaborare a vari settimanali e bisettimanali dell’Eritrea e in Italia.
Nel settembre del 1952 veniva assunto come redattore sportivo ne “IL QUOTIDIANO ERITREO”.
Nel 1954 diveniva corrispondente da Addis Abeba per lo stesso giornale e del settimanale “IL MATTINO DEL LUNEDI’” oltre a collaborare con il mensile “ADDISITU’ ETIOPIA”.
Tornato in Asmara assumeva le funzioni di responsabile de “IL QUOTIDIANO ERITREO”, incarico che manteneva fino al marzo 1975, quando per la rivoluzione era costretto, con la sua famiglia, al rimpatrio.
Assunto dall’Agenzia “ANSA” ha svolto, via via, le funzioni di redattore capo agli esteri fino al pensionamento.
Ha svolto e svolge attività sindacale nella categoria professionale.
La storia di un territorio, l’Eritrea, nata come colonia Primogenita dell’Italia, per passare, dopo la fine del secondo conflitto mondiale, sotto l’amministrazione britannica e, poi, per decisione dell’ONU, all’Unione federativa con la Corona d’Etiopia; quindi, all’assorbimento come quattordicesima provincia dell’impero.
Dall’unione con l’Etiopia si arriva, dopo una lotta armata più che ventennale, all’Indipendenza. Il libro, attraverso la cronaca, registra la storia, per la prima volta completa ed esauriente, di quel complesso ed articolato capitolo del colonialismo e neocolonialismo del cosiddetto CORNO D’AFRICA.
Su questo si snoda il suo corpo centrale che proprio partendo dai singoli fatti di cronaca ricompone, tassello dopo tassello, la travagliata storia dell’Eritrea e peculiarmente quella di questa parte dell’atipico colonialismo italiano che pur partendo da premesse discutibili ha saputo allargare e trapiantare altrove molta della sua cultura e identità ibridandosi con le tradizioni locali.
Scritto con ritmo incalzante e con puntigliosa dovizia nella ricerca del particolare perché se ne verifichino gli assunti, questo libro avvince per la passione e l’estrema attenzione nella ricostruzione che vi è trasfusa.
Il suo autore è stato per 35 anni nella sua attività di giornalista, testimone e, a volte, diretto protagonista, delle vicende qui narrate. Questo è il motivo, da ritenersi non in sottordine, nella spiegazione del ritmo incalzante, entusiasta ma sempre circostanziato che se ne ricava dalla lettura.

Il libro può essere inviato via posta dietro il pagamento di un c/c postale di euro 25.00 intestato all’Ass.ITER Onlus n.84275023, nella causale indicare acquisto libro.


 

PROFILI

Antonio Lazzarini è nato nel 1926 a Napoli, anzi a Posillipo, come tiene scherzosamente a precisare e dove risiede da oltre mezzo secolo.
Ha operato per oltre un trentennio nel settore della stampa e dell’informazione presso l’Arcidiocesi di Napoli, stimato per i suoi meriti professionali, l’innata semplicità e la mitezza del carattere.
E’ pubblicista e scrittore. Finora ha pubblicato undici libri, qualche centinaio di saggi sulla storia civile e religiosa della Campania e continua, con giovanile entusiasmo, a descrivere
i tanti aspetti d’una Regione che le sue doti di certosino ricercatore di storie, leggende e tradizioni locali, contribuiscono a rendere sempre più fascinosa e affascinante.

Armando Lazzarini è nato all’Asmara nel 1935 e risiede da molti decenni a Pisa. Noto nel settore farmaceutico, dove ha operato per 36 anni come “clinical monitor” a livello manageriale, è ora particolarmente impegnato in molte iniziative a favore delle popolazioni dell’Eritrea. Sta collaborando, infatti, con le Autorità governative di tale Stato, con l’Ufficio Cooperazione e Sviluppo del Ministero degli Esteri e con l’Ambasciata italiana di Asmara per realizzare un impianto di desalinizzazione a Massaua. Inoltre, è stato promotore della costruzione di un pozzo d’acque sorgive presso la Missione dei Padri Vincenziani di Hebo ( Seganeiti). Ricopre la carica di vice presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Reduci e Rimpatriati d’Africa (ANRRA).

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