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Il ruolo dell'I.G.A.D. nel corno d'Africa
L'I.G.A.D. (The Intergovernmental Authority on Drought and Development) è una organizzazione a carattere regionale, che riunisce tutti i Paesi del Corno d'Africa. Questa, nelle speranze degli Stati fondatori, fra i quali l'Eritrea è uno dei partners sicuramente più attivi (il Segretario Esecutivo I.G.A.D. è l'eritreo Dr. Tekeste Ghebray), dovrebbe rappresentare l'istituzione attraverso la quale redimere i conflitti e promuovere lo sviluppo economico dell'area.
Le origini dell'I.G.A.D. si rifanno al Meeting dei Capi di Governo dei Paesi del Corno d'Africa che si tenne a Gibuti nel gennaio 1986, in cui si rese evidente la necessità di definire una strategia comune di lotta atta a risolvere i problemi relativi: alle insufficienti risorse alimentari, alla risoluzione dei conflitti della regione e alla lotta contro la desertificazione, specialmente, per quest'ultima, dopo la gravissima siccità che colpì il Corno d'Africa nel 1984-85 ed in particolar modo l'Etiopia e la Somalia.
All'atto della sua istituzione l'I.G.A.D. comprendeva solamente: Etiopia (l'Eritrea non era ancora indipendente), Somalia e Sudan ed il sottofondo politico a cui si rifaceva era, in particolar modo, la ricerca di un dialogo, da parte dei paesi partecipanti, (attraverso i buoni uffici del Presidente di Gibuti Aptidon) con l'Etiopia retta in quel momento dal regime filo-sovietico di Menghistu.
I Paesi dell'I.G.A.D. (da: <http://www.igad.org/>, 14/12/99) -
L'I.G.A.D. è sopravvissuta a varie crisi interne che ne avevano, però svuotato progressivamente i contenuti e l'importanza, finchè non è stata rilanciata il 21 marzo 1996 (sulla spinta soprattutto della ricerca di una soluzione alla lotta civile in Somalia, dopo il fallimento dell'Operazione O.N.U. Restore Hope ed il ritiro del contingente militare internazionale nel marzo del 1995) con un vertice straordinario dei Capi di Stato e di Governo tenutosi a Nairobi, al quale hanno partecipato, questa volta, sei Paesi: Eritrea, Etiopia, Gibuti, Kenia, Sudan, Uganda e Somalia.
La Carta della nuova Organizzazione, adottata al Summit di Nairobi, ha identificato, chiaramente, tre punti fondamentali da perseguire da parte degli Stati fondatori:
1) la sicurezza alimentare e la protezione ambientale;
2) la prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti con l'impegno ad azioni umanitarie nel caso di carestie e guerre civili (punto poi identificato come prioritario nella regione al successivo Summit I.G.A.D. di Gibuti del 26 novembre 1996);
3) lo sviluppo delle infrastrutture comuni.
Il ruolo dell'I.G.A.D., quindi, è stato riconosciuto importante, tanto nella regione del Corno, quanto, anche, nel resto dell'Africa, perché questa agendo da collegamento tra l'Africa araba del nord (Sudan) e l'Africa sub-sahariana, potrebbe contribuire al perseguimento degli obiettivi di pace e sviluppo non solo nell'Africa Orientale, ma nel Continente in tutto il suo complesso.
In particolare, nel Summit di Gibuti (dove ha sede il Segretariato)[3]
del 1996 venne ancora di più marcato quale sarebbe dovuto essere il fine ultimo di questa Organizzazione Africana, vale a dire la trasformazione in futuro degli Stati aderenti in vera e propria comunità politico-economica, la quale avrebbe compreso al suo interno circa 125 milioni di persone. Nella stessa occasione venne accolta la proposta per l'istituzione di un organismo consultivo, unico mezzo per provvedere ai bisogni e per concretizzare le aspettative individuate della Carta I.G.A.D.. Il nuovo Forum consultivo d'allora si è riunito varie volte, con l'attivo supporto del Segretariato Esecutivo I.G.A.D..
Il primo Meeting del Joint I.G.A.D. Partners Forum, a livello ministeriale, si è tenuto, a Roma, il 19 e 20 gennaio 1998, sotto la presidenza congiunta dei Ministri degli Affari Esteri d'Italia (la quale ha rilanciato attivamente la sua politica africana, specialmente nel Corno d'Africa, partecipando, fra l'altro, con un contributo di 100.000 $ all'I.G.A.D. Peace Fund) e Kenia: On. Lamberto Dini e On. Bonaya Godana.
Oltre ai paesi fondatori, hanno partecipato (a sottolineare l'importanza internazionalmente attribuita alla stabilità politico-economica della Regione) come partners dell'I.G.A.D.: Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Giappone, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Stati Uniti, Svezia, Svizzera ed i rappresentanti della Commissione Europea, dell'U.N.D.P. (Unided Nation Development Program) e dell'U.N.H.C.R. (Unided Nations High Committee for Refugees).
Sia i membri effettivi, che i partners dell'Organizzazione hanno confermato la loro volontà di rafforzare l'I.G.A.D. ed hanno riaffermato, inoltre, la loro determinazione ad accrescere, ulteriormente, il coordinamento fra essi nell'ambito del Forum. Sono stati formulati quindi, intendimenti per lo sviluppo di progetti finalizzati alla costruzione d'infrastrutture, la promozione della sicurezza alimentare e lo sfruttamento delle risorse naturali, identificati in diverse aree prioritarie.
In questo quadro, si è deciso di rafforzare il ruolo del Segretariato I.G.A.D., al fine di garantire una maggiore immediatezza degli interventi e di creare, inoltre, un Comitato di implementazione dei progetti con il mandato di definire le modalità (inclusi i meccanismi di finanziamento) di quelli definiti prioritari nella sub-regione I.G.A.D..
Molto importante è l'interesse mostrato dall'Organizzazione est-africana per la risoluzione sia del conflitto in atto in Sudan che della crisi, senza fine, esistente in Somalia. Per quanto riguarda quest'ultima l'Etiopia, specialmente, ha svolto su mandato sia dell'I.G.A.D. che dell'O.U.A (l'Organizzazione per l'Unità Africana) un'importante attività diplomatica per trovare una conciliazione fra le diverse fazioni somale.
Diversi incontri sono stati tenuti a: Gibuti, Nairobi, Sodorè (Etiopia) dove si è deciso di creare il National Salvation Council (organo atto a riunire periodicamente le diverse parti in conflitto), Mogadiscio, Sanaa ed Il Cairo. I membri I.G.A.D. si sono, inoltre impegnati a sostenere l'avvio del processo di pace in Somalia attraverso la creazione del S.A.C.B. (Somalia Aid Coordination Body), istituzione inter-governativa per la fornitura di aiuti umanitari, primo passo per la ricostruzione del tessuto sociale, politico ed economico del Paese.
Per quanto riguarda l'impegno promosso dall'I.G.A.D., invece, per la soluzione della guerra civile in Sudan fra il governo integralista di Karthoum ed i ribelli del sud del paese, si sono aperti fin dall'ottobre-novembre 1997, con un'ultima sessione nell'aprile 1998, a Nairobi, una serie di negoziati fra le parti in conflitto.[4]
Anche i partners occidentali si sono impegnati a partecipare attivamente ed a dare il proprio appoggio politico, e soprattutto finanziario, agli sforzi dell'I.G.A.D. a portare avanti questa 'diplomazia shuttle' per la ricerca concreta della pace.
Lo sforzo dell'I.G.A.D. finalizzato a favorire il dialogo fra le parti in causa sia nel conflitto sudanese che in quello fra i diversi clan somali, sta a sottolineare l'avvenuta comprensione per gli effetti benefici che la distensione e la stabilità avrebbero non solo sui paese interessati, ma anche su tutti gli altri Stati della Regione, soprattutto in termini di accresciute possibilità di sviluppo economico e sociale.
Di fatto, purtroppo, i buoni propositi di cooperazione fra i paesi del Corno d'Africa membri dell'I.G.A.D. sono naufragati spesso, nella realtà, a beneficio spesso dell'interesse di parte.
Prima del conflitto del maggio 1998 'il nocciolo duro' dell'I.G.A.D. era rappresentato, proprio, dall'Eritrea e dall'Etiopia. Queste con la loro 'federazione di fatto' ricoprivano, apparentemente, un ruolo egemonico nella Regione, grazie, soprattutto, all'accomunamento nato dall'esperienza nella guerra di liberazione contro il regime di Menghistu, della loro leadership politica capeggiata dai Presidenti Afewerki e Zenawi, in associazione, aggiunta, anche con il leader dell'Uganda: Yoveri Museveni.
Gli obiettivi fondamentali che legavano i Governi dei tre paesi, ai quali si sarebbe potuto anche aggiungere un quarto 'gemello': il leader ruandese Paul Kagame, erano di osteggiare il regime integralista sudanese e redimere il pericoloso focolaio somalo. [5]
Proprio per questo gli Stati Uniti erano diventati il principale referente internazionale nella zona, dato che quegli obiettivi coincidevano sostanzialmente con quelli americani riguardanti l'Africa dei Grandi Laghi.[6]
Nonostante la dimostrazione della grave crisi in cui versano tutte le più importanti organizzazioni internazionali, in primis le Nazioni Unite, per l'uso sempre più generalizzato e prioritario che viene dato in campo internazionale alle armi, invece che alla diplomazia come mezzo di soluzione delle controversie, l'I.G.A.D. rappresentando il supremo organismo superpartes nel Corno d'Africa può, comunque, in prospettiva svolgere ancora un'azione decisiva nella martoriata Regione ed essere il punto di partenza irrinunciabile, per i popoli che ne fanno parte, su cui puntare per il proprio futuro sviluppo socio-economico.
26 marzo 2001
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[1] <http://www.erinit.com/igad.php3> L'I.G.A.D. da questo punto di vista assume un'importanza e una novità fondamentali assolute rispetto alla tradizione politica africana (almeno nelle intenzioni dei paesi fondatori), anche se non si è dimostrata del tutto efficace, come è apparso drammaticamente evidente nel caso, ad esempio, della guerra fra Eritrea ed Etiopia, visti le numerose crisi che sconvolgono od hanno sconvolto in un recente passato tutta l'Africa.
Nel Continente Nero si sono registrate negli ultimi anni: 3 guerre per l'indipendenza (Sahara Occidentale, Anjuan e Casamance), 8 guerre civili (Guinea-Bissau, Sierra Leone, Somalia, Uganda, Ruanda-Burundi, Sudan, Congo e Repubblica Democratica del Congo), 1 guerra di confine (Eritrea-Etiopia).
Da: Philippe Leymarie, 'I conflitti che sconvolgono l'Africa', Le Monde Diplomatique, Parigi, Ed. SA Le Monde Diplomatique, aprile 1999, pp. 9.
[2] <http://www.erinit.com/igad.php3> Lamberto Dini, 'L'Italia e la cooperazione regionale nel Corno d'Africa: l'appoggio all'IGAD', Relazioni Internazionali, Milano, Edizione Istituto per gli Studi di Politica Internazionale srl, gennaio-febbraio 1998, pp. 13.
[3] <http://www.erinit.com/igad.php3> Interessante è inoltre l'istituzione all'interno dell'I.G.A.D. del R.I.I.S Regional Integrated Information System, sistema d'informazione in tempo reale fra i Paesi membri basato su Internet.
[4] <http://www.erinit.com/igad.php3> L'ultimo meeting I.G.A.D. si è tenuto proprio a Khartoum il 23 novembre scorso.
[5] <http://www.erinit.com/igad.php3> Rino Serri, 'L'Italia e l'Africa', Relazioni Internazionali, gennaio-febbraio 1998, Milano, Edizione Studi di Politica Internazionale srl, pp.24.
[6] <http://www.erinit.com/igad.php3> Pietro Petrucci, pp. cit., pp. 245.
La regione dei Grandi Laghi comprende, un nucleo centrale composto da Repubblica Democratica del Congo, Ruanda ed Uganda, e degli Stati limitrofi a questo: Sudan, Etiopia, Eritrea e Somalia. Interesse statunitense riguardante essenzialmente ragioni politico-strategiche, dato che economicamente l'Africa per gli U.S.A. rappresenta solo l'1% del totale delle esportazioni ed il 2% del totale delle importazioni.
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