Asmara
C'è ancora un tocco di Italia in città: Cinema Impero, Bar
Roma, il Mokambo, il Municipio di stile fascista, le palme della strada
principale che oggi si chiama Viale Liberazione.
Asmara ai tempi della colonia italiana era una cittadina elegante ed
ha ancora negozietti con qualche pretesa. Il punto magico per osservare
la città è il frenetico Caravanserraglio, una volta luogo
di approdo delle carovane dei commercianti, e ora punto di raccolta e
di riciclo di tutto il materiale ferroso di scarto dell'Eritrea con cui
i fabbri, che vi lavorano a decine, realizzano una infinità di
oggetti di uso quotidiano.Nel caravanserraglio si trovano anche le botteghe
dove le donne ancora macinano i peperoni piccanti per ricavarne il berberè
Da non mancare assolutamente sono i mercati delle spezie e della frutta
con i botteghini carichi di merce di tutti i tipi e tutti i colori.
Il Museo Nazionale, più che a un museo somiglia ad un palazzo
reale. Ed è così: era la residenza dell'Imperatore.
Davanti alla chiesa copta di "Enda Mariam", in occasione delle
feste religiose, si incontrano lunghe processioni di donne che camminano
in direzione delle chiese. Prima di entrarvi, baciano la porta e fanno
profonde prostrazioni. Sul sagrato si vendono ombrellini di broccato da
offrire in chiesa come ex-voto. Finita la funzione, le donne tornano a
casa tenendo in mano mazzetti di una erba odorosa da spargere sul pavimento
durante la cerimonia del caffè.
Massaua
Sulla strada che dai 2400 metri di Asmara sembra precipitare verso il
mare dirigendosi verso Massawa, si gode uno stupefacente panorama, soprattutto
nei giorni limpidi, quando il mare si insinua col suo blu tra i fianchi
verdi delle montagne. Affacciata sulle spiagge del Mar Rosso, con le sue
stradicciole, i minareti, le case basse con le porte ad ogiva, i palazzi
dalle tinte delicate e le verande di legno, la città ha una dolcezza
orientale. Le vecchie abitazioni coloniali, con le persiane di legno traforate,
creano un'atmosfera di mistero.
Isole Dahlak
La bella città di Massaua estende il proprio territorio sulle isole
che la fronteggiano e che sono collegate alla terraferma come i petali
di un fiore allo stelo. Le isole - atolli di corallo - offrono spiagge
incantevoli ai visitatori, acque tiepide nelle quali tuffarsi per godere
il magnifico spettacolo della danza di pesci multicolori e dei relitti
di navi sepolte sotto l'acqua: un paradiso per i sub!! Al largo veleggiano
i "sambuchi", le tipiche imbarcazioni del Mar Rosso, costruite
con legno leggerissimo e senza ricorrere all'uso delle viti.
Cheren
E' la città che fa da crocevia tra l'altopiano e il bassopiano
eritreo. E' la terza città del paese e un importante centro di
mercato. Questo è il punto di osservazione ideale per vedere sfilare,
come in passerella, rappresentanti di tutte le razze d'Eritrea, soprattutto
i mercanti che, con i loro cammelli, si recano in città nei giorni
di mercato.
I portici del centro, ospitano, concentrate in una unica strada, le botteghe
degli artigiani argentieri che, con grandissima abilità, intrecciano
delicate filigrane in piccoli laboratori disadorni.
Nakfa
E' la cittadina simbolo della resistenza e dell'indipendenza eritrea,
il cui nome è stato dato alla nuova moneta nazionale coniata nel
1997. Sia la città che i dintorni parlano della lotta di liberazione,
e il lavoro di ricostruzione già molto avanzato, non può
impedire al viaggiatore attento di immergersi in quell'atmosfera "unica"
che tutti questi luoghi sprigionano.
Cohàito
Sede di una civiltà antichissima, e fiorente già ai tempi
di Cristo, la città sorge a 2700mt, ma si trova a strapiombo sul
mare. Ospita le rovine di un'antica città axumita e nelle grotte
dei dintorni ci sono affascinanti pitture rupestri. Qui vicino si trova
Metara, il sito archeologico più importante del paese. Sono i resti
di un'antica città che sparì all'improvviso, misteriosamente,
nel corso del VIII° secolo.
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