VINCENZO DI MEGLIO: medico e patriota
Francesco Consolo
Alla Casa degli Italiani - Asmara
e p.c. Alla Prof.ssa Rita Di Meglio – Roma
Alla Direzione Rivista Africus – Roma
Nell’agosto 1951, i miei genitori decisero di lasciare l’Asmara, sia pure dolorosamente. Lasciammo casa, mobili,
tutti gli amici che avevamo, con i quali si era costituito un legame affettivo intenso, che, talvolta andava oltre l’amicizia.
Abbandonammo l’Eritrea, soprattutto Asmara, che consideravamo la nostra patria. Era impensabile, anzi assurdo
lasciare quella terra, fino a quando i miei genitori si resero conto che il futuro era incerto, a causa dell’imminente federazione della nostra colonia primogenita all’Etiopia, voluta dall’ONU (manovrata dagli anglo-americani). La decisione di questo Organismo Internazionale è stata infausta e dolorosa, come i successivi
tragici fatti hanno dimostrato.
A quei tempi, un italiano, un medico insigne, con spirito di abnegazione – pagando certe volte di persona – si dedicò alla difesa di noi italiani, usciti da una sconfitta e sottoposti alle angherie del nemico occupante. Era il Dott. Vincenzo Di Meglio, già Primario del Reparto di Ginecologia dell’Ospedale Civile “Regina Elena” di Asmara e destituito dagli inglesi da questo incarico.
Questi era uno degli amici di cui ho accennato.
La mia famiglia considerava la sua figura un punto di riferimento. Era il nostro medico di famiglia. Io, allora ragazzino, ho, di questa persona, un nitido ricordo.
Aveva sempre rispettato il “giuramento di Ippocrate”, esercitando la sua professione con competenza e umanità, anche verso soggetti meno abbienti, senza distinzione di razza e di colore. Era un buon cristiano.
Nel 1947, Di Meglio assunse la presidenza del C.R.I.E (Comitato Rappresentativo degli Italiani dell’Eritrea), con lo scopo di tutelare gli interessi degli italiani, che, in un cinquantennio, avevano modernizzato l’Eritrea, dotandola di città moderne, strade, ferrovie, scuole, ospedali e soprattutto di un’economia fiorente. Tutto ciò ad opera di tutti gli italiani che, con tenacia e spirito di sacrificio, avevano lavorato per dotare quella terra di servizi, piccole industrie e fiorenti aziende agricole. Era necessario tutelare gli interessi degli italiani, abbandonati
a se stessi dalla madrepatria, soggetti allo strapotere degli inglesi e al terrorismo degli sciftà, manovrati dagli anglo-etiopici.
La sede si trovava in Corso Italia. La ricordo, in quanto mio padre la frequentava. Il Dott. Di Meglio mantenne la carica di Presidente fino allo scioglimento dell’Associazione avvenuta nel dicembre 1950.
Di Meglio, oltre a tutelare gli italiani, si era buttato strenuamente, sostenuto anche dai partiti indipendentisti eritrei (che rappresentavano la maggioranza degli stessi eritrei) per evitare la spartizione dell’Eritrea fra Etiopia
e Sudan. Questo pericolo fu scongiurato. Ma egli non potè evitare l’unione federale con l’Etiopia, voluta dalle Nazioni Unite e sostenuta da alcuni partiti, cosiddetti unionisti, che rappresentavano una minoranza fra i medesimi eritrei.
Al riguardo, il Di Meglio, per queste due proposte anglo-americane, si battè con veemenza, sfidando detrattori inglesi ed anche, talvolta, italiani. Si recò persino a New York, presso la sede dell’ONU, con le rappresentanze indipendentiste eritree per perorare la loro causa.
Dopo l’infausta decisione dell’ONU di federare l’Eritrea all’impero negussita i membri del comitato deliberarono
lo scioglimento del C.R.I.E.
Nel corso della cerimonia, il Dr. Di Meglio propose che i compiti dell’Associazione fossero assunti da un nuovo ente non politico, di cui egli non intendeva far parte. La sua proposta fu accolta dal Rappresentante del Governo Italiano, Conte di Groppello. Sorse così la “Casa degli Italiani”, che raccolse in eredità i caratteri intellettuali, morali e sentimentali che contraddistinsero quel triste ed eroico periodo.
Per tutte queste ragioni, ora è il momento di ricordare questo nostro connazionale per i suoi meriti ed ideali patriottici di italiano – e, voglio affermarlo, anche di eritreo! Ed anche per l’abnegazione nei confronti della sua professione, che svolse con merito ed umanità.
Come ricordarLo? Semplicemente col dedicare l’attuale Casa degli Italiani alla sua memoria. Casa degli Italiani
– Dr. Vincenzo Di Meglio! Questa dedica, incisa su una apposita targa in marmo italiano, manterrà viva la memoria di questo nostro illustre connazionale, al fine di indicarLo alle generazioni successive a quel periodo: italiani, italo-eritrei ed eritrei.
Si, anche gli eritrei, affinché siano informati che il Dr. Vincenzo Di Meglio si è battuto, senza risparmiarsi, anche per i loro destini.
Cordiali saluti
Francesco Consolo
|